Festa patronale di San Savino
Ivrea (TO)

Foto tratta dal sito ufficiale del Comune di Ivrea - www.comune.ivrea.to.it
Il 7 luglio di ogni anno
Ivrea celebra la festa del suo patrono
San Savino con la
Fiera dei Cavalli, una delle più importanti d'Italia.
Oltre all'esposizione dei cavalli e alle dimostrazioni di arte equestre vengono esposte banchi di vendita delle più svariate merci, trattori e macchine agricole.
La tradizione dei cavalli risale ai tempi della stessa fondazione di
Ivrea, la romana
Eporedia, nome composto da Epo, analogo a Ippos cioè cavallo in greco e dalla voce gallica Reda che significa carro. Infatti Ivrea era situata sulla strada delle Gallie che collegava
Vercelli ad
Aosta ed era una stazione di
cambio dei cavalli. Secondo alcuni storici vi si trovava una accademia militare dove i soldati venivano addestrati al maneggio dei cavalli e alla guida dei carri.
Nella storia di Ivrea i cavalli hanno continuato ad avere un ruolo importante e così la
Fiera dei Cavalli di San Savino che cresce ogni anno.
San Savino non ha mai conosciuto la città e in essa è entrato ben seicento anni dopo la sua morte. Fu vescovo di Spoleto tra la fine del III secolo e l'inizio del IV. Subì il martirio nel corso dell'ultima e più terribile persecuzione contro i cristiani, quella di Diocleziano. A Spoleto il corpo di
San Savino rimase per qualche secolo nella basilica a lui dedicata, fino a quando nel 956 il figlio di Berengario II marchese di Ivrea, Corrado, che allora governava Spoleto prima di succedere al padre, lo portò nella nostra città. Corrado aveva infatti voluto dare a Ivrea un santo patrono che la liberasse dalla peste da cui in quel tempo era colpita. La peste, raccontano i cronisti dell'epoca, effettivamente cessò non appena le spoglie del martire giunsero ad Ivrea.